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venerdì 28 dicembre 2012

Frattaglie di vitello della nonna: "cori e purmuni ca cipudda"



Le interiora del bovino non vengono considerate dalla cucina  di oggi, vengono considerati ingredienti di serie B e a causa del tempo che richiede la loro cottura spesso sono bistrattati. Eppure esistono molte ricette nella mia tradizione familiare che prevedono il loro utilizzo: sarà perchè le mie origini non sono  certo aristocratiche: il mio nonno paterno era un bracciante e quello materno produceva burro o calce (a seconda della stagione).  Questa ricetta la mia nonna la faceva sia con le frattaglie (cuore, polmone, fegato) del maiale sia con quelle del vitello.


Fate sbollentare le frattaglie tagliate a piccoli pezzi in acqua salata; togliete tutta la schiuma che dovesse salire a galla.


Dopo una decina di minuti scolate e preparate il soffritto.


Tagliate due o tre grosse cipolle e fatele ammorbidire con olio d'oliva e sale; quando saranno appassite aggiungete le frattaglie, i capperi, della mentuccia, peperoncino e una bella spruzzata d'aceto.
Non ha niente da invidiare a piatti più succulenti: parola mia!


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