google.com, pub-5268594712770720, DIRECT, f08c47fec0942fa0

mercoledì 25 agosto 2021

Cremolata di fichi e noci

                                        


In un post precedente ho già spiegato la differenza tra granita e cremolata:  nella seconda, è presente anche la polpa del frutto, in questo caso i fichi. Nella tradizione siciliana, la colazione estiva è granita o cremolata e brioche: non si discute!


Con questi bei fichi appena raccolti preparerò questa fresca crema, davvero paradisiaca in queste caldissime mattinate.


Sbucciare i fichi fino a raggiungere 500 g di polpa.


Intanto preparare uno sciroppo con 500 ml di acqua, 150 g di zucchero, una buccia di limone, vaniglia. Fare raffreddare.


Unire la polpa dei fichi e il succo di un limone. Con un mixer dare una frullata, mettere in un c Completare la  cremolata con gherigli di noci e cannella e naturalmente con l'immancabile brioche!
Buona colazione!
Se volete prepararvi in casa anche le nostre meravigliose brioches, la ricetta la trovate qui. ontenitore e fare congelare.


Mettere il composto congelato in un robot da cucina, frullare bene e servite. Quella che avanza si può tranquillamente riporre in freezer, perchè non si ricompatterà più.


Completare la  cremolata con gherigli di noci e cannella e naturalmente con l'immancabile brioche!
Buona colazione!
Se volete prepararvi in casa anche le nostre meravigliose brioches, la ricetta la trovate qui.

lunedì 23 agosto 2021

Carrube, quando non sono un cibo per cavalli

                                              


Sapete cos'è questa meraviglia? E' un fungo di carrubo, in dialetto "funcia ri carrua", una rara prelibatezza della mia terra. E' una leccornia abbastanza rara, lo si può trovare proprio in questo periodo, dopo le prime piogge di fine estate; si forma sui tronchi di questi alberi ed ha una forma molto particolare, a strati, e dei colori bellissimi: se avete la possibilità di reperirlo, si può preparare una zuppetta semplice con aglio, prezzemolo, olio extravergine d'oliva e nient'altro, perchè e già divinamente buono così, oppure come condimento di fettuccine all'uovo.
Nelle ricette casalinghe, dato che il ritrovamento di questo fungo rappresenta un evento come dicevo raro, si cucinava insieme alle patate, tagliate a tocchetti, in modo da aumentare la quantità della zuppetta per poterla poi fare assaggiare a tutta la famiglia; nella cultura contadina infatti, la condivisione è stata sempre al primo posto.

                                     

Ora voglio parlarvi dell'albero di carrubo e dei suoi frutti.


                                    

Gli alberi maestosi di carrubo caratterizzano le campagne del paesaggio ibleo: Scicli, Modica, Ragusa hanno in quest'albero il loro simbolo caratteristico. Nel secolo scorso rappresentavano una risorsa economica per le famiglie contadine di questo territorio: le carrube raccolte nella province di Ragusa e Siracusa servivano infatti come foraggio per i cavalli dell'esercito; un tempo, i semi del suo frutto, i carati, rappresentavano l'unità di misura per gli orafi.  L'albero del carrubo, introdotto in Sicilia dai Greci, anche se furono gli Arabi che ne intensificarono la coltivazione, ha una crescita lenta ma è molto longevo in quanto riesce a vivere anche cinquecento anni.
Verso la fine di agosto i suoi frutti raggiungono la maturazione: ancora oggi la raccolta delle carrube fa parte delle abitudini di molte famiglie,  per mantenere viva la tradizione. Non è raro vedere famiglie intere sotto le chiome di questi splendidi alberi che si dividono i compiti: chi percuote con lunghe canne i rami per far cadere le carrube a terra ("cutulari"), chi le raccoglie in grosse ceste, chi riempie grandi sacchi di juta, chi carica i sacchi per portarli dai grossisti. Le carrube vengono utilizzate in campo alimentare per la produzione di dolci come caramelle, biscotti, liquori, sciroppi, farina e addensanti per gelati, foraggio per animali. Dato che si è riscoperta l'importanza dei prodotti naturali al posto degli addensanti chimici, in questi ultimi anni la richiesta di queste bacche è aumentata notevolmente facendo lievitare anche i prezzi.
I dolci tradizionali della provincia di Ragusa realizzati con lo sciroppo di carrube sono i "mustazzola" e la "mostarda" . 



Io ho due alberi di carrubo nel giardino e naturalmente ho raccolto le carrube che ormai sono cadute a terra: non andrò certo a venderle ma le utilizzerò per preparare lo sciroppo di cui parlavo prima che in dialetto chiamiamo  " u vinu cuottu ri carrui".


Scelgo delle belle carrube carnose.


Le apro con un coltello, si potrebbero benissimo schiacciare con una pietra o con un martello in modo da poter togliere i semini.


Casa ne farò dei semini? Magari qualche lavoretto con i bambini a scuola!
Faccio tostare per un quarto d'ora le carrube in forno caldo: ciò ne esalta il profumo. Le  metto quindi in un recipiente e le ricopro con dell'acqua fredda. Le lascio riposare per 24 ore.


Filtro il tutto e metto il liquido ricavato in una pentola.  Porto ad ebollizione. L'antica tradizione dice di aggiungere a questo punto una manciata di cenere di legna e lasciare riposare per altre 24 ore per "annucillu" cioè renderlo dolce, Filtro di nuovo e metto la pentola sul fuoco moderato fino a quando il volume del liquido si sarà ridotto di un terzo. Durante l'ebollizione aggiungo buccia d'arancia o di limone.


Con questo meraviglioso sciroppo posso preparare tantissimi dolci tra cui il mio gelato alla carruba.


Se ti interessa la ricetta clicca qui
Imbottiglio lo sciroppo ottenuto.  Il decotto di carruba ha il merito di conservarsi bene, inalterato, per molti anni. In Sicilia questa ricetta fu  utilizzata durante la II Guerra Mondiale, per sopperire alla mancanza di zucchero.


Con la farina di carrube posso preparare dei meravigliosi biscotti  (vedi ricetta)
Come avrete potuto capire l'umiltà e la maestosità di questi alberi meravigliosi nascondono dei segreti gustosissimi: sono felice di avervene svelati alcuni!




sabato 21 agosto 2021

Parfait di mandorle: dolcezza siciliana

                                            


Il dolce che vi presento oggi, fa parte dei classici della cucina siciliana; naturalmente ci sono tante varianti, diverse nelle proporzioni degli ingredienti: quella che vi mostrerò è la ricetta di casa mia. 
Ingredienti: 100 g di mandorle, 120 g di zucchero, miele, 250 g di panna, 3 uova, cannella, cioccolato q.b.



Pesate 100 g di mandorle, metà pelate e metà con la buccia. Fatele tostare leggermente in forno caldo.


Fate sciogliere sul fuoco 50 g di zucchero con un cucchiaino di miele.



Quando sarà sciolto versate le mandorle calde e fate caramellare. Non appena il caramello avrà assunto un colore ambrato, versate le mandorle su un piano di marmo o su un foglio di carta da forno.



Fate raffreddare le mandorle.


Con una frusta montate tre tuorli fino a farli diventare spumosi, aggiungete a filo 70 g di zucchero che avrete fatto sciogliere in un pentolino con un cucchiaio di acqua. Lo sciroppo caldo di zucchero servirà a pastorizzare le uova.


Ecco il risultato. A parte montate i tre albumi a neve e 250 g di panna.


Mettete da parte qualche mandorla per la decorazione e tritate grossolanamente le altre con un coltello.


Mescolate la panna, gli albumi e i tuorli delicatamente; aggiungete le mandorle e un pizzico di cannella. Mettete il composto in stampini mono-porzione o in uno stampo da plum-cake e passate in freezer.


Decorate il parfait con cioccolato fuso insieme ad un po' di panna, le mandorle pralinate e una spolverata di cannella! Le dosi che vi ho fornito sono per 8 persone.

mercoledì 18 agosto 2021

Biancomangiare alle mandorle

                              


E' un dolce tipico siciliano: il culmine della bontà si raggiunge solo quando è preparato in casa.
Bisogna armarsi di tanta pazienza, specialmente se si inizia dalla materia prima integra, cioè le mandorle: dovranno essere schiacciate, private della pellicina scura, tostate leggermente e tritate.
Fate scaldare dell'acqua, non troppo però perchè dovrete metterci le mani dentro! Per un litro d'acqua usate 200 g di mandorle.

                                 


Adesso vi serve un tovagliolo di stoffa (lavato senza ammorbidente, altrimenti ne sentirete tutto il profumo nel dolce); versate una abbondante cucchiaiata di mandorle tritate.



Richiudete il tovagliolo e immergetelo nell'acqua tiepida, strizzandolo ripetute volte. Dai pori del tessuto fuoriuscirà il fantastico latte di mandorle. Questo è il metodo classico, della tradizione o,se vi piace, delle nonne. Con l'avvento della modernità potete avvalervi di un estrattore: metterete a bagno le mandorle intere in acqua e poi procedete. A voi la scelta.


Misurate la quantità di latte ottenuta per regolarvi con gli altri ingredienti.


Calcolate per un litro di latte di mandorle 100 g di amido e 150 g di zucchero.


Unite anche una scorza di limone e una spolverata di cannella. Mettete sul fuoco fino a quando si addensa. Riempite degli stampi con la crema ottenuta; io utilizzo delle antiche forme di terracotta che ho reperito nei mercatini d'antiquariato.


Mettete in frigo a raffreddare.


Potete guarnire con mandorle tostate, scaglie di cioccolato, pistacchi di Bronte, ....
oggi io ci ho messo erba limoncina, cannella e gelsomino



lunedì 16 agosto 2021

Fettucine con sugo alla torpedine


Il piccolo paese in cui vivo, Sampieri, si trova sul mare: capita a volte di trovarsi, la mattina, sul moletto dove approdano le barche dei pescatori. Di solito cè più gente ad aspettare il pesce fresco della quantità di pescato disponibile,soprattutto in questo periodo in cui ci sono moltissimi turisti. Si trovano spesso nelle reti pesci non commerciabili, perchè magari poco conosciuti o "problematici" nella preparazione, che non di rado vengono regalati dai pescatori a chi li gradisce. E' il caso della torpedine, che in dialetto chiamiamo "triemula": malgrado la difficoltà nel privarla della pelle, trovo che sia uno dei pesci più buoni che io conosca.



Eccola qui dentro il mio lavello; mi armo di pazienza e con un coltello affilato elimino la pelle coriacea.


Questo è il risultato.


Faccio soffriggere in olio extravergine d'oliva i pezzi di torpedine, con uno spicchio d'aglio e del prezzemolo tritato.


Sfumo con mezzo bicchiere di vino bianco e aggiungo mezzo cucchiaio di concentrato di pomodoro. Aggiungo quindi tre mestoli d'acqua e completo la cottura regolando di sale. Dopo pochi minuti tolgo i pezzi di pesce dal brodo e li metto da parte. Faccio ridurre il sugo e ci salto le fettuccine al dente. Con l'amido della pasta si formerà una cremina deliziosa.


Quando è pronto, sistemo nel piatto le fettuccine sopra una foglia di limone, ci metto sopra qualche pezzo di torpedine: tutto il profumo del pesce fresco in un piatto da leccarsi i baffi!

venerdì 13 agosto 2021

Il dolce per Ferragosto: delizia al pistacchio

                                       


Pranzo di Ferragosto: il dolce non deve mancare, meglio se fresco e goloso come questo! Prepariamolo il giorno prima e poi gustiamocelo con i nostri amici.
Ingredienti: 250 g di formaggio cremoso, 250 dl di panna da montare, 200 g di zucchero, due cucchiai di pasta di pistacchio, pistacchio in granella, 100 g di biscotti frollini, 70 g di burro, un cucchiaio di cacao amaro, 8 g di colla di pesce, qualche cucchiaio di latte.


Frullate i biscotti e aggiungete il burro e il cacao: formate un impasto omogeneo che costituirà la base del dolce.


Stendete l'impasto sulla base di uno stampo a cerniera premendo bene con le mani ( rivestite la base dello stampo con pellicola trasparente per rendere più facile l'estrazione del dolce). Mettete in frigo.


Mettete a bagno in acqua fredda la colla di pesce; Amalgamate il formaggio cremoso con lo zucchero e in un'altra ciotola montate la panna.


Aggiungete al formaggio la pasta di pistacchio ( se non doveste trovarla potete usare 100 g di pistacchi di Bronte tritati molto finemente).


Fate sciogliere nel latte la gelatina e fate intiepidire.


Unite la gelatina sciolta e la panna al formaggio e amalgamate bene. Versare il composto nello stampo, decorate la superficie alternando ciuffetti di panna con ciuffetti di crema al pistacchio; aggiungete la granella di pistacchio o se vi piace delle scaglie di cioccolato e mettete in frigo a rassodare.

 Buon Ferragosto!