mercoledì 13 maggio 2020

Tuma alla piastra


La tuma è un formaggio fresco tipico della Sicilia, può essere di latte ovino o vaccino (quasi sempre nella mia provincia); viene prodotto dalla cagliata senza aggiunta di sale, tanto è vero che viene utilizzato anche nela preparazione delle cassate, dolce tipico di Pasqua); va consumato sempre fresco perchè non si conserva a lungo proprio per questo motivo. Una ricetta tipica è quella della tuma fritta, può essere consumata anche a crudo, leggermente condita con olio, origano e pepe oppure alla piastra come l'ho preparata oggi.
Gli ingredienti sono pochissimi e i tempi di preparazione velocissimi: basta avere una buona materia prima! 


Tagliare a fette spesse 1 cm la tuma.


Metterle su una piastra antiaderente ben calda e aspettare che si formi una crosticina dorata.


Condire con peperoncino, origano, olio extravergine d'oliva e qualche granello di sale.


Ottima come antipasto o come secondo!

domenica 10 maggio 2020

Oleolito di iperico: "uogghiu pricò"


 L'iperico è una pianta spontanea dai caratteristici fiori gialli che cresce nelle nostre cave; quest'anno la sua fioritura è stata anticipata a causa delle temperatura; la raccolta di solito avviene in questo periodo, prima decade di maggio. Si racconta che tale raccolta dovesse avvenire la notte di San Giovanni per trarre buoni auspici e i massimi benefici, ma qui nell'estremo sud, la fioritura anticipa di molto rispetto alle altre zone d'Italia. Non starò ad elencarvi i benefici e le proprietà di questa pianta perchè non voglio spacciarmi per una scienziata; ho letto che era l'erba dei crociati perchè si diceva che i soldati cristiani già ne facevano uso in Terrasanta; viene usato come lenitivo di bruciature, scottature o piaghe, a volte nella cura della gastrite. Anticamente si usava mettere negli interstizi delle porte e delle finestre piantine di iperico per evitare sventure e fantasmi; per questo la pianta prende il nome di "erba cacciadiavoli" (cit. da Piante e parole che guariscono di P. Uccello);  voglio dirvi soltanto che in ogni famiglia custodiamo gelosamente una bottiglietta di olio d'iperico per i problemi più disparati: ferite che non si rimarginano, ematomi, scottature, eritemi solari, insomma,  ogni problema può essere risolto con un po' di "uogghiu pricò".



La ricetta è semplicissima: fiori di iperico e olio extravergine d'oliva. Si staccano i capolini sbocciati dei fiori dagli steli.


Si sistemano all'interno di bottiglie di vetro riempite per 3/4.


Si riempiono le bottiglie con l'olio di oliva fino a coprire tutti i fiori.


Le bottiglie vanno posizionate al sole, all'aperto per almeno 4 settimane e vanno scosse di tanto in tanto. L'olio si colorerà di un rosso intenso.


A questo punto filtrare l'olio con un colino e una garza. Per un utilizzo più comodo potete metterlo in boccettine con il contagocce.



Ed ecco qui il nostro preziosissimo olio.

sabato 9 maggio 2020

Cannolo di crepe alle mele


Nell'universo dei dolci uno dei miei preferiti è lo strudel di mele, sia perchè adoro il suo gusto sia perchè evoca una regione che amo moltissimo. A volte, quando mi prende quel desiderio e non ho a disposizione sufficiente tempo per realizzarlo, preparo questo dolcetto veloce, che in parte riesce a soddisfare il mio sfizio. Possiamo considerarlo quasi un dolce light perchè l'apporto di zuccheri e grassi è davvero minimo. Per 4 persone- pastella per le crepes: 2 uova, 300 ml di latte, 125 g di farina 00, una noce di burro, un pizzico di sale; per il ripieno: 3 mele, un cucchiaio di miele, cannella, scorza di limone, qualche gheriglio di noce, uvetta sultanina a piacere.


Sbucciare le mele, tagliarle a cubetti, condirle con il miele, la cannella, la buccia grattugiata di un limone e il succo di mezzo.


Fare insaporire il composto in una pentola  cuocendo a fuoco basso fin quando le mele saranno morbide. Intanto  prepariamo le crepes.



Mescoliamo con una frusta gli ingredienti e cuociamo le nostre crepes, ungendo la piastra con pochissimo burro.

 
Farciamo ogni crepe con il composto di mele al quale abbiamo aggiunto i gherigli di noce e l'uvetta ben lavata e strizzata. Arrotoliamo a forma di cannolo.


Sistemiamo sul piatto da portata e completiamo con zucchero a velo; per cambiare io ho  spolverato con zucchero semolato e flambato con il cannello caramellizzatore. La crosticina croccante che si forma sopra è eccezionale!


mercoledì 6 maggio 2020

Polpo arrosto su crema di patate

 
Oggi vi propongo un piatto semplicissimo, pochi ingredienti e tanto sapore.
Per 4 persone: 1 polpo, 500 g di patate, prezzemolo, limone, olio extravergine d'oliva, sale, pepe.



Mettete in una pentola le patate sbucciate e a pezzi con del brodo vegetale o anche semplicemente acqua che li copre a filo. Non appena risulteranno morbide, frullate il tutto con un mixer aggiungendo dell'olio extravergine d'oliva e se vi piace del pepe nero.


Sbollentate il polpo senza ultimare la cottura (non posso indicare i tempi perchè dipende dalla pezzatura del mollusco). Tagliate i tentacoli e asciugate.


Mettete adesso su una piastra caldissima e arrostite: non appena si formerà una dorata crosticina, è pronto.

                                     

Impiattate sistemando i tentacoli su un letto di crema di patate. Completate con granelli di sale, prezzemolo tritato e scorza di limone a filetti. Buon appetito!

lunedì 4 maggio 2020

Cremolata di fragole per Light and Tasty

 


Rieccoci insieme con la consueta rubrica del lunedì Light & Tasty: oggi il tema è rappresentato dalle fragole, profumatissimo frutto di stagione. La ricetta che vi propongo oggi, non è esattamente il massimo del Light, ma in considerazione del fatto che siamo un po' tutti stanchi di questa lunghissima quarantena, che abbiamo voglia di aria aperta e magari un bel gelato e che comunque ancora abbiamo delle restrizioni....ebbene, perchè non concederci una carezza dolce per il palato e per lo spirito? Oggi prepareremo una cremolata: ma cos'è esattamente? La cremolata merita un posto di riguardo nella tradizione dolciaria siciliana: in estate è protagonista, insieme all'immancabile brioche, delle colazioni dell'isola. La differenza sostanziale tra cremolata e granita è la presenza di purea di frutta.


La frutta deve essere naturalmente freschissima e non trattata. Come potete vedere dalla foto le mie non sono fragole bellissime, enormi, come quelle che si vedono nei supermercati, bensì sono quelle del mio orto, per cui piccole, diversamente belle ma profumatissime e soprattutto biologiche. Ecco le dosi della mia cremolata di fragole: 450 g di fragole frullate, 250 g di acqua, 300 g di zucchero, 50 g di glucosio (che potete sostituire con del miele d'acacia), 1 limone (volendo si può dimuinuire lo zucchero, ma non avrete le stesse caratteristiche di texture: infatti lo zucchero e il miele impediscono che il composto si ghiacci ma piuttosto conferiscono una consistenza molto vellutata..


Frullate le fragole e unite il succo del limone, che manterrà il loro colore molto vivo.


Preparate lo sciroppo facendo bollire l'acqua con lo zucchero, il glucosio e la scorza di limone. Fate raffreddare lo sciroppo.


Unite lo sciroppo alla purea di fragole e mettete in freezer fino a quando si sarà solidificata. Potete rimescolare ogni mezz'ora oppure frullare in un mixer dopo che si è solidificata, vedrete che rimarrà cremosa anche se la rimettete nel congelatore.


Non vi resta che provarla!
Andate pure a curiosare tra le proposte del team:

Elena: Insalata di scarola, fragole mele e Parmigiano Reggiano https://zibaldoneculinario.blogspot.com/2020/05/insalata-di-scarola-fragole-mele-e.html
Flavia: Zeppolone con crema diplomatica e fragole (senza lattosio) https://www.lericettediannaeflavia.com/2020/05/zeppolone-con-crema-diplomatica-e.html
Mary: Porridge freddo alle fragole: Overnight oats https://unamericanatragliorsi.com/2020/05/porridge-freddo-alle-fragole.html/
Milena: Bicchiere alle fragole e crema di ricotta allo zenzero https://dolciepasticci.blogspot.com/2020/05/bicchieri-con-fragole-e-crema-di.html

martedì 28 aprile 2020

Fettuccine di grano saraceno ai cavoli siciliani


Oggi il tema è "cavoli": vi farò conoscere un tipo di cavolo non molto comune. Ho voluto fare un matrimonio nord-sud mettendo insieme una delle nostre verdure tipiche del territorio e una pasta realizzata con un ingrediente tipico del nord Italia. Il risultato è stato veramente sorprendente!


Questo è il nostro cavolo chiamato anche "cavolo trunzu", appena arrivato dall'orto del mio papà. Si prendono le foglie tenere e si tagliano a pezzetti, quindi si toglie la parte esterna dalla rapa e si taglia anch'essa a pezzetti. Si fa sbollentare velocemente in acqua bollente.


Soffriggere in olio extravergine d'oliva (io ho usato quello DOP dei Monti Iblei) due spicchi d'aglio e dei pomodorini secchi (io preferisco quelli datterini di Scicli).


Aggiungere i cavoli sbollentati, regolare di sale e pepe nero, far cuocere per una decina di minuti.


Preparare la pasta impastando 100 g di farina di grano saraceno con 100 g di semola di grano duro (ho usato quella rimacinata di grano Russello che è una antica varietà del mio territorio) con 2 uova (dose sufficiente per 4 persone).


Fare riposare l'impasto per mezz'ora.


Tirare la sfoglia e tagliare le fettuccine. Far cuocere in acqua bollente salata.


Saltare in padella con il condimento aggiungendo un filo di olio extravergine d'oliva a crudo.


Per la presentazione ho servito le fettuccine all'interno dei un cavolo svuotato e naturalmente sbollentato su un letto di foglie di cavolo. Buon appetito!

Ed ecco le altre proposte:

Daniela: Maltagliati senza uova con pesto di piselli e nocciole https://maninpastaqb.blogspot.com/2020/04/maltagliati-senza-uova-con-pesto-di.html
Flavia: Orecchiette di semola (fatte a mano) con cime di rapa https://www.lericettediannaeflavia.com/2020/04/orecchiette-di-semola-fatte-mano-con.html

sabato 25 aprile 2020

Le ferratelle

 

Mai come in questo periodo mi capita di pensare ai viaggi, e non potendone programmare, ripercorro quelli fatti in passato. Una regione che amo molto è l'Abruzzo, ci sono stata più volte e mi sono innamorata della gente, dei paesaggi, della cucina. Nei miei viaggi non sono sollita comprare souvenir, di quelli tipicamente turistici per intenderci, ma quasi sempre porto a casa uno strumento, un utensile tipico che serve a preparare un prodotto particolare della cucina del luogo. Dell'Abruzzo ho la chitarra per preparare i classici spaghetti, lo zafferano dell'altopiano di Navelli che compro adesso on line e l'attrezzo "ferru" che userò oggi per preparare le ferratelle appunto. Le ho gustate al matrimonio di un nostro caro amico: è usanza che la famiglia della sposa ne prepari quantità enormi che vengono poi offerte agli invitati; di solito vengono farcite con marmellata o con crema di cioccolato. Sono meravigliose, croccanti cialde da gustare in compagnia! Gli ingredienti sono semplicissimi : 2 uova, 3 cucchiai abbondanti di farina, 2 cucchiai di olio di oliva o di semi, 2 cucchiai di zucchero, buccia grattugiata di limone, cannella. 



Mescolate gli ingredienti in un ciotola con una frusta; l'impasto deve essere un po' più denso di quello delle crepes per capirci.

                                     

Fate scaldare il ferro sul fuoco, ungetelo con un pennello con olio e quando sarà caldo, versate al centro un cucchiaio di impasto.


Chiudete con la parte superiore e fate cuocere per 1 minuto per parte. Ogni ferro ha un disegno particolare, mi hanno raccontato che anticamente ogni famiglia ne avesse uno diverso.


Ecco la cialda pronta: dorata e croccante, pronta da farcire.




Io l'ho servita con una nevicata di zucchero a velo e una crema al cioccolato fondente. Almeno per un momento ho viaggiato con la mente e con il gusto, immaginandomi nella magnifica citta dell'Aquila.