giovedì 15 dicembre 2016

Natale a Scicli: "u cucciddatu"

                                    


Ho già avuto modo di parlare della ricchezza e abbondanza di preparazioni che si fanno a Scicli in occasione del Natale. Nei tempi antichi anche nelle case dei più poveri si preparava ogni ben di Dio con ciò che si riusciva a reperire: per la vigilia non mancavano i "pastizza" di cavolfiore e pasta, di spinaci, di "patacche" (topinambour), di baccalà o palombo, di pollo o tacchino, di ricotta... 
Era l'unico periodo dell'anno in cui ci si poteva concedere anche qualche dolcetto. In ogni casa, anche quella più umile, si preparavano biscotti da offrire ai parenti in visita (non ci si poteva esimere dall'andare a fare gli auguri ai nonni e a tutti gli zii). Dei vari biscotti tipici della tradizione sciclitana ho avuto modo di parlare in molti miei post precedenti; oggi invece voglio farvi conoscere una preparazione che assumeva il valore di ex-voto nei confronti del Bambino Gesù, chiamato con l'appellativo di "Cicidda r'oru" ( cicidda è il nomignolo con cui si indicavano affettuosamente i genitali del Bambinello che nella statua venerata è nudo). 
E' il dolce natalizio  più antico di Scicli: "cucciddatu che miennili". Si preparavano alla Vigilia e si portavano il giorno di Natale presso la Chiesa di San Bartolomeo per essere poi donati alle persone povere. Dato che in questa chiesa c'era e c'è ancora uno dei presepi napoletani più belli del Sud Italia, spesso questi cucciddati ornavano le braccia dei pastori o le bisacce dell'asinello del presepe. Il cucciddatu era semplice pasta di pane con delle mandorle intere sulla superficie che durante la cottura si abbrustolivano e sostituivano il companatico. Presenta nella parte esterna delle incisioni che simboleggiano la corona di spine del Cristo. E adesso vi mostrerò come prepararlo.



Impastate semola di grano duro con acqua tiepida, sale e lievito (ho usato lievito madre per attenermi fedelmente alla tradizione) fino ad ottenere un impasto sodo.


Con entrambe le mani formate un rotolo dal diametro di 4 cm circa. Praticate un incavo al centro con il pollice e richiudetelo.


Dategli la forma di ciambella unendo le estremità.



Con un coltello praticate delle incisioni nella parte più esterna.




Inserite quindi delle mandorle intere nella fessura centrale con la punta rivolta verso l'alto.




Come decorazione si prende un pezzetto di impasto, si stende un rotolino molto sottile e si utilizza per circondare le mandorle così come vedete in foto.


mercoledì 14 dicembre 2016

I biscotti delle feste: "passavulanti" di Scicli



Tra i dolci delle feste di una volta, i "passavulanti" avevano un posto importante, soprattutto a Natale, a Pasqua e nei matrimoni: era usanza al tempo dei miei nonni e dei miei genitori, in questo lembo di Sicilia, preparare in casa tutti i dolci che avrebbero allietato la feste. Questi dolcetti in particolare, mi racconta mia madre, prendono il nome di passavulanti proprio perchè andavano a ruba, quindi quando passavano i vassoi pieni, sparivano subito come se volassero. Rappresentavano una versione un po' meno raffinata dei più classici biscotti di mandorla perchè, come vedrete, le mandorle si lasciano integre con tutta la pellicina marrone.


Fate tostare in forno 1 kg di mandorle fino a quando. all'interno, risulteranno leggermente brune.


Mettetele all'interno di un robot con 800 g di zucchero semolato e una bella cucchiaiata di cannella. Tritate finemente il tutto.


Mettete le mandorle in una ciotola, aggiungete 200 g di miele e impastate con 3/4 albumi leggermente montati. Fate questa operazione con le mani altrimenti le mandorle si surriscaldano rilasciando il loro olio; inoltre potrete rendervi conto di quanto albume è necessario affinchè l'impasto risulti non troppo morbido (dipende dalla tostatura delle mandorle e dall'umidità dell'aria).


Foderate una placca da forno con la carta e posizionatevi i biscottini che potrete semplicemente modellare con le mani oppure con l'apposito imbuto.


Completate ogni biscotto con una mandorla intera non tostata. Infornate a 200 ° per 15 minuti. Fate raffreddare sulla teglia altrimenti non potrete prenderli perchè troppo morbidi.


Ed eccoli pronti: sono già volanti via!

lunedì 12 dicembre 2016

Zuppa di lenticchie con polpo arrosto


Adoro i legumi, cucinati in tutti i modi e ogni tanto mi piace abbinarli a qualche mollusco o pesce.
Non starò a raccontarvi come cucinare le lenticchie, seguite la vostra ricetta personale. Io utilizzo sedano, carote e cipolla per aromatizzare la mia zuppa: li aggiungo in cottura senza soffriggerli perchè invece preferisco l'olio a crudo, messo prima di servirla.


Invece voglio mostrarvi la cottura del polpo. Dopo averlo lavato, lo metto in una pentola senza acqua (tranne quella che trattiene naturalmente durante il lavaggio); metto sul fuoco coprendo con il coperchio. Ogni tanto mescolo per farlo cuocere in modo uniforme. Non bisogna però completare completamente la cottura che poi continuerà sulla piastra. Se il polpo è grosso bastano 20/25 minuti, se è piccolo anche 10/15. Salate alla fine.


Acolatelo, asciugatelo e tagliate i tentacoli.


Metteteli sulla piastra ben calda e fateli arrostire da entrambi i lati. Sistemate il polpo sul bordo del piatto in cui avrete messo la zuppa di lenticchie. Completate con del prezzemolo fresco tritato e con un filo di olio extravergine d'oliva.



mercoledì 7 dicembre 2016

I biscotti del Natale a Scicli: i "bastardi" o "mmiscatieddi"


Non conosco l'origine di questo nome, suppongo sia dovuta al fatto che, rispetto ai più pregiati biscotti di mandorla, questi, tra gli ingredienti prevedono anche la farina, per cui meno ricercati. Venivano preparati prima delle feste natalizie insieme ad altri tipi di biscotti che nel corso degli anni vi ho fatto conoscere. Vi assicuro che il loro gusto non ha niente da invidiare ai loro parenti più nobili, anzi io li preferisco perché meno stucchevoli. Mescolate 500 g di mandorle tritate, 500 g di farina 00, 200 g di zucchero.



Aggiungete due uova intere, una bella cucchiaiata di miele, cannella in polvere, vaniglia, scorza di limone grattugiata, una noce di burro o strutto e una bustina di lievito per dolci.


Otterrete un impasto morbido dal quale ricaverete delle palline grandi come una noce; appoggiatele da un lato su zucchero e codette colorate. Nel mio caso invece ho usato zucchero e pistacchio di Bronte macinato.


Posizionate i biscottini su carta da forno e infornate a 180° per una decina di minuti: capirete che sono cotti dal profumo che si spanderà per casa.


Ottimi con il tè, a colazione e come antidepressivo naturale.

lunedì 5 dicembre 2016

Rotolo di frittata agli spinaci


Un'idea salvacena utilizzando quello che abbiamo in frigo: 4 uova, erba cipollina, caciocavallo grattugiato, curcuma, spinaci cotti o altra verdura, formaggio morbido.


Sbattete le uova con l'erba cipollina, il sale, un pizzico di pepe e due cucchiaiate del vostro formaggio preferito.


Versate il composto in una teglia rivestita di carta da forno e infornate a 180° fino a quando le uova si saranno rapprese.



Sfornate la frittata, rigiratela in modo che la parte con il verde delle erbette rimanga all'esterno, farcite con la verdura e le fettine di formaggio morbido.


Arrotolate la frittata.


Chiudetelo con un foglio di alluminio in modo che con il calore il formaggio all'interno possa fondere e legare il tutto. Dopo una decina di minuti tagliare a fette e servire. Se lo preparate con anticipo, conservatelo in frigo, quindi tagliatelo a fette, ponetelo in una teglia e fate riscaldare sotto il grill.


Buon appetito!




lunedì 21 novembre 2016

Platessa con crumble di patate


Capita spesso di dover approntare una cena all'ultimo minuto, magari abbiamo solo qualcosa nel freezer e qualcos'altro avanzato nel frigo. Questa è una gustosissima idea salvacena veramente  gustosa.


Ingredienti: 400 g di filetti di platessa, 4 patate, pangrattato, formaggio grattugiato, prezzemolo, sale, pepe, olio extravergine d'oliva, aglio, un cucchiaino di curcuma.
I filetti di platessa surgelati, si sa, non brillano certo per gusto, ma in questa versione sono sicura che vi ricrederete. Fateli scongelare, asciugateli e posizionateli su una teglia, salate, pepate e irrorate di olio.


Prendete le patate e schiacciatele con una forchetta o con lo schiacciapatate (se rimangono grossolane è ancora meglio).


Condite con sale, pepe, olio, prezzemolo tritato, aglio e la curcuma.


Aggiungete due cucchiai di formaggio e due di pangrattato. Impastate con le dite velocemente senza compattare. L'impasto dovrà restare granuloso.


Distribuire il composto sopra i filetti di platessa ricoprendoli interamente.


Infornare a 180° dopo aver versato ancora un filo d'olio sul tutto. Quando vedrete la superficie delle patate dorata, allora è pronto (circa 20 minuti).


Potete accompagnare il piatto con verdure crude o cotte. Buon appetito!

giovedì 17 novembre 2016

Conchiglie con ceci e gamberi


Nella stagione invernale cucino molto spesso i legumi; mi piace poi abbinarli anche ad altri ingredienti per comporre dei primi saporiti ma nello stesso tempo facili e veloci da preparare.
Per 4 persone: 350 g di pasta, 200 g di gamberi sgusciati, 200 g di ceci lessati, olio extravergine d'oliva, prezzemolo, peperoncino.


In questo primo utilizzerò i ceci: quando li cucino, li preparo in quantità abbondante in modo da ritrovarli pronti all'occorrenza. Dopo averli tenuti in ammollo per 24 ore, li faccio lessare mettendo nell'acqua di cottura alloro, carota, cipolla e rosmarino. 


Quando sono cremosi all'interno ma integri all'esterno, sono pronti.


In prima battuta li mangio semplicemente così completando con un filo di olio extravergine d'oliva e del prezzemolo tritato. In foto si vede che nel piatto c'è anche un pezzetto di gambuccio di prosciutto crudo che conferisce ai ceci un sapore particolare. I ceci che avanzano, li scolo dall'acqua di cottura: mi serviranno per il condimento della pasta.


Mentre la pasta cuoce (va bene qualunque formato voi preferiate), faccio rosolare i gamberi sgusciati in olio extravergine d'oliva con uno spicchio d'aglio. Aggiungo quindi i ceci, del prezzemolo tritato e del peperoncino fresco a pezzetti. Regolo di sale e faccio saltare la pasta con il composto. Finito!


Buon appetito!