Oleolito di iperico ovvero "uogghiu pricò"

Tra due giorni è San Giovanni, un santo legato , nella nostra cultura, a tante tradizioni, a volte superstizioni e ad un 'erba chiamata appunto l'erba di San Giovanni o iperico.

Gelo alla Cannella

Insieme al biancomangiare, al gelo di limone e a quello di anguria, è un dolce tipico della tradizione siciliana.

Granita siciliana al pistacchio.

Come ho già detto in un post precedente, i gusti della granita in Sicilia sono tantissimi: ci si sbizzarrisce anche con nuovi sapori rispetto a quelli classici della tradizione...

Maccheroncini con ceci verdi

Non mi era mai capitato di cucinare i ceci verdi; ho dei ricordi di bambina in cui, quando qualcuno ci regalava un bel mazzo di ceci...

Polpettine di zucchine

Oggi una ricetta da preparare in velocità : bastano due zucchine, due uova, del pangrattato e del parmigiano, sale, pepe e olio per friggere.

sabato 24 settembre 2016

Pici ai porcini




Sebbene in Sicilia faccia ancora caldo, nelle zone montane è possibile trovare i primi porcini. Sulle pendici dell'Etna ci si imbatte già nei venditori di questi profumatissimi funghi. Fatto il mio acquisto, adesso vi mostrerò cosa ci ho preparato.



Belli vero?


Cominciamo con il pulirli dai residui di terra con un coltellino e uno strofinaccio umido.




Tagliarli a pezzetti.


Insaporirli con un soffritto di aglio e prezzemolo.

                                    

Prepariamo la nostra pasta fresca. Ho assaggiato questo formato in Toscana e me ne sono innamorata: sono i pici. Impasto la semola mista a farina 00 (rapporto 2:1) per un totale di 400 g con 4 uova. Tiro poi la sfoglia con il mattarello non troppo sottile. Taglio quindi a listarelle sottili e li strofino sulla spianatoia con entrambe le mani per dar loro la forma di tonnarelli.


Eccoli pronti. Li butto nell'acqua salata bollente e non appena salgono a galla sono pronti.



Li condisco con i miei funghi. Se vi piace potete completare con del parmigiano e con del prezzemolo fresco. Non c'è bisogno di nient'altro.



lunedì 19 settembre 2016

Confettura di fichi


Nella maggior parte d'Italia i fichi sono un frutto pre-autunnale; nell'estremo lembo della penisola invece li possiamo gustare in piena estate. Anche quest'anno ho fatto scorta di questi dolcissimi frutti per conservarne la bontà: ho preparato una meravigliosa confettura con la quale preparerò in inverno crostate e dolcetti. Tuttavia amo molto questa confettura in abbinamento ai formaggi stagionati; vi invito a provarla.


Questi sono i fichi del mio alberello.


Li ho sbucciati e fatti a pezzi; in 1 chilogrammo di frutta ho aggiunto 500 g di zucchero di canna.


Ho messo fichi e zucchero in una pentola alta aggiungendo una bella scorza di limone. Faccio cuocere a fuoco basso rimescolando per non fare attaccare.


Dopo 25/30 minuti circa, fatta la prova piattino, ho tolto la buccia di limone.


Con il mixer ad immersione ho reso la consistenza della confettura un po' più omogenea.


Ho messo la confettura caldissima nei barattoli.


Ho abbinato a tre formaggi stagionati che amo molto: parmigiano stagionato, ragusano DOP, stagionato e pecorino.

giovedì 15 settembre 2016

"Cuddureddi" i dolci della vendemmia

                 

                                        
                                        
Tempo di vendemmia: anche la mia famiglia ha una piccola vigna che ci consente di "farci" il vino in casa. Abbiamo attrezzato un mini-palmento che ci consente di realizzare tutte le fasi in completa autonomia.    Dopo aver staccato i grappoli dalle viti, ci si separa: gli uomini al palmento per la spremitura e le donne a casa, a preparare gli ingredienti necessari per la realizzazione di un dolce tradizionale e molto antico che a Scicli chiamiamo "cuddureddi" mentre nella vicina Modica chiamano "lolli nto' mustu". Il primo mosto che sprizza dagli acini viene subito portato a casa prima che inizi la fermentazione, la quale viene bloccata con una prima bollitura. Dopo che si è intiepidito, viene aggiunta una manciata di cenere di legna o di pietra calcarea frantumata: questo passaggio renderà il mosto chiarificato e particolarmente dolce. Passate alcune ore, bisognerà filtrare il tutto per eliminare i residui e rimettere sul fuoco. Dovrà ridursi della metà.


Nel frattempo, lavoriamo della semola di grano duro con acqua fredda fino ad ottenere un impasto elastico. Calcolate che per un kg di farna vi serviranno 3 litri di  mosto ristretto.  La tradizione vuole che questo sia un dolce da condividere con tutte le persone a noi care, per festeggiare la vendemmia, per cui a casa mie le quantità sono industriali.


Mentre le mani di mia mamma stendono una sfoglia sottile, io preparo questo dolce intruglio fatto di mandorle tostate e macinate, zucchero, cannella, limoncello. Questo ripieno mi servirà per realizzare dei fagottini che noi chiamiamo "trusciteddi", che arricchiranno ancora di più questo dolce.



Non sono carini? Con la pasta restante tiriamo una sfoglia più spessa, tagliamo dei piccoli rettangolini e realizziamo dei cavatelli, che possono essere lisci o rigati su una forchetta.

Dopo un pomeriggio passato con le mani sulla spianatoia ( "u scanaturi"), finalmente è arrivato il momento di tuffare il tutto nel mosto che bolle.




Il profumo che emanano fa andare fuori di testa!
Quando il mosto sarà diventato sciropposo, è il momento giusto per impiattare. Cospargiamo con mandorle tritate grossolanamente e cannella.




Un concentrato di dolcezza da far venire la pelle d'oca!

giovedì 8 settembre 2016

Torta cocco, cioccolato e pere


Questa torta è nata per caso e come in  tutte le cose poco studiate, il risultato è stato fenomenale. La sofficità e la scioglievolezza di questa torta sono tutte da provare.


Prendete 3 uova intere e montatele con 100 g di miele.


Aggiungete 100 g di olio di semi di arachide.


Adesso miscelate 130 g di farina 00, 70 g di cocco disidratato, 30 g di cacao amaro e 50 g di farina di carrube (se non riuscite a trovarla raddoppiate il peso del cacao).

Amalgamate alle uova. Da ultimo aggiungete una bustina di lievito per dolci.



Unite all'impasto due pere tagliate a piccoli cubettti e 50 g di cioccolato fondente spezzettato.




Mettete in uno stampo per dolci e infornate per 30 minuti a 180°(controllare con lo stecchino).




Sformare il dolce e fare raffreddare.


                                    

Completare con zucchero a velo e/o cacao in polvere e se siete molto golosi con un ciuffetto di panna montata.

lunedì 5 settembre 2016

Minestra di cicerchie


Fino ad oggi non le avevo mai cucinate, nè tantomeno assaggiate. Avevo sentito parlare di questo legume scomparso; dai racconti dei nonni emerge che questi "ciciri migni" venivano consumati in tempi di magra, quando anche la produzione di altri legumi era scarsa. Evidentemente la pianta di cicerchia si adatta anche a terreni poveri e non ha bisogno di alcuna dedizione. Probabilmente perchè ricordavano questi periodi di "carestia" sono state accantonate e se ne è persa l'abitudine al consumo. Avendo letto che presenta straordinarie proprietà, caratteristiche nutrizionali eccellenti perchè ricche di calcio, fosforo ed oligoelementi oltre che un gusto piacevole, mi sono incuriosita e le ho cercate.



Ho trovato questi meravigliosi legumi, prodotti da aziende siciliane che coltivano sui terreni sottratti alla mafia, quindi speciali per diversi motivi.



Le ho tenute a bagno per 24 ore, cambiando l'acqua ogni tanto. Le ho messe in una pentola, coperte d'acqua con due foglie d'alloro. Ho usato la pentola a pressione perchè dalle mie ricerche risultava che avessero bisogno di una lunga cottura, ma in effetti non era necessario ( 20 minuti).


Ho tagliato a piccoli cubetti del prosciutto crudo.


L'ho fatto rosolare insieme ad un trito di cipolla, carote e sedano con olio extravergine d'oliva.


Ho aggiunto anche una cucchiaiata di passata di pomodoro e le cicerchie lessate. Ho regolato di sale.
Provatele e non ve ne pentirete: il loro gusto a metà strada fra i ceci e i fagioli, vi conquisterà.

giovedì 1 settembre 2016

Azzeruole nel cestino di frolla


Vi ho già parlato delle azzeruole in un post precedente mostrandovi come preparare una dolcissima confettura (vedi qui ). Dato che il mio alberello ne ha veramente tante, ho voluto sperimentare questi dolcetti da gustare subito.




Sono piccoline per cui ci vuole un po' di pazienza a ridurle in pezzetti privandole del nocciolo. Lascio la buccia per il suo meraviglioso colore e per le proprietà nutritive che ha.


Le peso e aggiungo lo zucchero (in 400 g di frutta ho messo 100 g di zucchero) e un cucchiaino di cannella. Spremo mezzo limone e metto sul fuoco mescolando per non fare attaccare.


Non appena saranno caramellate e morbide, spengo e faccio raffreddare.


Preparo la  frolla; scegliete pure quella che preferite (classica, integrale, senza burro, ....), fate rassodare in frigo.


Stendo con il mattarello e ritaglio dei dischi per foderare degli stampini di alluminio. Ritaglio dei dischi più piccoli che fungeranno da coperchietto.


Farcisco ogni cestino con la composta di azzeruole e copro sigillando bene i bordi. Pratico un foro e decoro con dei fiorellini di frolla.


Inforno a 180° per 20 minuti. Sforno, faccio raffreddare e servo cospargendo zucchero a velo.