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giovedì 11 dicembre 2014

Zuppa di fagioli "cosaruciari" di Scicli

 

Oltre al datterino e alle  primizie più famose del territorio sciclitano,  si sono riscoperte delle coltivazioni che rischiavano di andare perdute; una di queste è il fagiolo "cosaruciaru" (in dialetto significa "cosa dolce"). E' un fagiolo bianco con piccole macchioline marroni intorno all'ilo. 
Un tempo veniva coltivato nelle "cannavate", terreni alluvionali, vicini ai torrenti, poi gradualmente è scomparso. Se non fosse stato per l'attaccamento alle tradizioni di un gruppo di agricoltori che hanno continuato a coltivarlo nei propri poderi, oggi non avremmo la possibilità di gustarne la bontà. 
E' diventato presidio SLOW FOOD nel 2012, ma resta ancora un prodotto di nicchia perchè la produzione è limitata.



Mettete in ammollo i fagioli per una notte.


Fateli bollire in acqua e una foglia d'alloro per una mezz'ora.


Preparate un soffritto di sedano, carota, cipolla tritati finemente con olio extravergine d'oliva. Scolate i fagioli per privarli dell'acqua scura di cottura. Aggiungete acqua calda quanto basta per coprirli e continuate la cottura. Salate alla fine.


Servite con olio extravergine dei Monti Iblei e delle belle fette di pane tostato.

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