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mercoledì 25 febbraio 2015

Raja con cipollata

 

La razza è un pesce ritenuto povero, molto presente però nelle preparazioni tradizionali della mia Sicilia. In dialetto viene chiamata "raja" oppure "picara". Può essere cucinata impanata e fritta oppure in umido: vi assicuro che è deliziosa. Cucinata nella maniera che vi presenterò la si può trovare molto spesso nei nostri  ristoranti vicini al mare come antipasto.


Dal pescivendolo si trova già pulita, spellata e tagliata in pezzi, quindi non dovremo fare nessuna fatica.


Basta infarinarla con della semola di grano duro e friggerla in olio di arachide fino a doratura.


Intanto affettare delle cipolle bianche (d'estate sono ottime e dolcissime quelle di Giarratana) e farle rosolare in una padella con olio extra vergine d'oliva.


Fatela cuocere fino a che sia morbida ma non bruciacchiata.


Rimettete in padella cipolla e razza, sfumate con abbondante aceto bianco, insaporite con peperoncino, menta fresca, olive nere e infine prezzemolo fresco tritato.


Eccezionale!

mercoledì 18 febbraio 2015

Fettuccine di grano saraceno ai cavoli siciliani

 

Ho voluto fare un matrimonio nord-sud mettendo insieme una delle nostre verdure tipiche del territorio e una pasta realizzata con un ingrediente tipico del nord Italia. Il risultato è stato veramente sorprendente!


Questo è il nostro cavolo chiamato anche "cavolo trunzu", appena arrivato dall'orto del mio papà. Si prendono le foglie tenere e si tagliano a pezzetti, quindi si toglie la parte esterna dalla rapa e si taglia anch'essa a pezzetti. Si fa sbollentare velocemente in acqua bollente.


Soffriggere in olio extravergine d'oliva (io ho usato quello DOP dei Monti Iblei) due spicchi d'aglio e dei pomodorini secchi (io preferisco quelli datterini di Scicli).


Aggiungere i cavoli sbollentati, regolare di sale e pepe nero, far cuocere per una decina di minuti.


Preparare la pasta impastando 100 g di farina di grano saraceno con 100 g di semola di grano duro (ho usato quella rimacinata di grano Russello che è una antica varietà del mio territorio) con 2 uova (dose sufficiente per 4 persone).


Fare riposare l'impasto per mezz'ora.


Tirare la sfoglia e tagliare le fettuccine. Far cuocere in acqua bollente salata.


Saltare in padella con il condimento aggiungendo un filo di olio extravergine d'oliva a crudo.


Per la presentazione ho servito le fettuccine all'interno dei un cavolo svuotato e naturalmente sbollentato su un letto di foglie di cavolo. Buon appetito!
Questa ricetta partecipa al contest http://www.pixelicious.it/2014/12/18/cavoli-che-ricetta-il-primo-foodcontest-di-pixelicious/

venerdì 13 febbraio 2015

Il mio nodo d'amore


Come ho già avuto modo di dire, penso realmente che la cosa più sorprendente sia la semplicità. L'idea per questo dolce mi è venuta data la concomitanza del Carnevale e della festa degli innamorati, per cui ho trasformato il dolce tipico di questo periodo, le chiacchiere, in qualcosa di diverso, per offrire alla persona amata qualcosa di particolare.


Preparazione velocissima: impastare 200 g di farina 00 con 1 uovo, una nocciolina di burro, un cucchiaio di zucchero, una presa di sale, un cucchiaio di brandy, buccia d'arancia grattugiata. Impastate, tirate la sfoglia sottile (come per le tagliatelle, per intenderci) e tagliatela con la trafila dei tagliolini (lunghezza 50 cm circa).


Prendetene tra le mani un mucchietto (15 più o meno) e formate velocemente un nodo senza premere troppo per non farli attaccare. Friggete subito in olio di semi di arachide molto caldo. Fate asciugare su carta da cucina. Spolverate di zucchero a velo.


Per la presentazione. spolverate di cacao un piatto da portata, magari formando un bel cuore; posizionate al centro il nodo e riempitelo con una crema di vostro gradimento: io ho utilizzato della crema di cioccolato fondente extra alla nocciola. Completate con della granella di pistacchio o di mandorle o di nocciole. Buon San Valentino!

giovedì 12 febbraio 2015

Un amore di pandarancio

 
Il mio dolce per San Valentino é semplice come semplice deve essere l'amore, è naturale senza ingredienti stravaganti, adatto a tutti anche ai celiaci se si sostituisce la farina con quella di riso, è solare come la mia Terra.


Il pandarancio è un dolce siciliano facilissimo da preparare: prendete una grossa arancia non trattata ( io ne ho prese 2 perchè quelle del mio albero sono piccoline);


Tagliatele con tutta la buccia in grossi pezzi e togliete gli eventuali semini.


Mettetele in un mixer insieme a 300 g di zucchero, 3 uova, un vasetto di yogurt bianco e fate frullare il tutto.


Aggiungete un vasetto di olio di girasole, i semi di una bacca di vaniglia.


Infine unite 300 g di farna 00 setacciata insieme ad una bustina di lievito.



A questo punto potete aggiungere (ma è opzionale perchè nella ricetta originale non ci sono) pezzetti di mela e uvetta oppure gocce di cioccolato fondente.


Mettere in una teglia e infornare a 180° per 50 minuti.


Può essere utilizzato per una romantica colazione oppure  ricavate un cuore con un coppapasta, cospargete di zucchero a velo e decorate con fette di arancia.

                                      

mercoledì 4 febbraio 2015

I dolci tipici del Carnevale siciliano: "mpagghiuccata"


Se volete realizzare, per le vostre feste di Carnevale, o per una cena tra amici, un dolce semplice, tradizionale e molto d'effetto, questo fa certamente per voi: si può consumare al buffet e soprattutto è buonissimo. Ho scoperto che uno storico delle mie parti ( Serafino Amabile Guastella) lo chiamava "scorrezione di pinocchiata" ma non saprei dirvi cosa voglia dire: dovrò approfondire le mie ricerche; in dialetto siciliano e in particolare della provincia di Ragusa si chiama "mpagghiuccata".


Era considerato anticamente il torrone dei poveri per la semplice reperibilità degli ingredienti: farina, uova, olio per friggere, miele. Impastare la farina 00 con le uova fino ad ottenere un composto sodo ed elastico (dipende dal numero degli ospiti, calcolate che con due uova realizzerete un dolce per 10 persone) e aromatizzate con buccia di limone grattugiata. Ricavate dall'impasto dei rotolini.


Tagliate a piccoli pezzetti grossi come un cece.


Intanto che completate di tagliare i vostri cilindretti, fate scaldare in un pentolino l'olio per friggerli  (olio di arachide).


Fate asciugare bene su carta da cucina.


Fate sciogliere sul fuoco del miele ( per due uova di pasta ho usato 200 g di miele) profumato con filetti di scorza di arancia. Quando sarà arrivato ad ebollizione, versate le palline e mescolate per 5 minuti. Prima di spegnere il fuoco spolverate abbondantemente di cannella.


Sistemate il composto a cucchiaiate su foglie di limone ben lavate e componete il vostro piatto da portata.

Questa ricetta partecipa al contest http://www.litalianelpiatto.blogspot.it/


domenica 1 febbraio 2015

Crostata al mascarpone e mandarino

 

Morbida e croccante, vellutata e aromatica, buona calda e straordinaria fredda, semplice nella preparazione. eccola!


Preparate 250 g di frolla, quella che più vi piace ( al burro, allo strutto, allo yogurt,... o quella pronta del supermercato se non avete molto tempo; io ho preparato la frolla siciliana (vedi ricetta) . Stendete 2 dischi per una tortiera di 25 cm di diametro.


Mettete il primo disco sul fondo imburrato della tortiera.


Montate 3 tuorli con 50 g di zucchero e amalgamate 250 g di mascarpone.


Unite quindi 200 g di marmellata di mandarini ( la mia è prodotta in casa vedi ricetta ). Amalgamate bene.


Versate il composto nella tortiera.


Ricoprite con il secondo disco di frolla e sigillate bene i bordi. Infornate a 180° per 30 minuti.


Completate con zucchero a velo e gustatela a tutte le temperature: ogni volta sarà una scoperta!