google.com, pub-5268594712770720, DIRECT, f08c47fec0942fa0

mercoledì 15 settembre 2021

"Cuddureddi" cotti nel mosto

                                                                                                                        

Tempo di vendemmia: anche la mia famiglia ha una piccola vigna che ci consente di "farci" il vino in casa. Il rituale è ogni anno lo stesso: dopo aver staccato i grappoli dalle viti, si porta l'uva al palmento per la spremitura e intanto, a casa, si preparano gli ingredienti necessari per la realizzazione di un dolce tradizionale e molto antico che a Scicli chiamiamo "cuddureddi", mentre nella vicina Modica chiamano "lolli nto' mustu". Il primo mosto che sprizza dagli acini viene subito portato a casa prima che inizi la fermentazione, la quale viene bloccata con una prima bollitura. Dopo che si è intiepidito, viene aggiunta una manciata di cenere di legna o di pietra calcarea frantumata: questo passaggio renderà il mosto chiarificato e particolarmente dolce. Passate alcune ore, bisognerà filtrare il tutto per eliminare i residui e rimettere sul fuoco. Dovrà ridursi della metà.


Nel frattempo, lavoriamo della semola di grano duro con acqua fredda fino ad ottenere un

impasto elastico. Calcolate che per 1 kg di farina vi serviranno 3 litri di  mosto ristretto.  La tradizione

vuole che questo sia un dolce da condividere con tutte le persone a noi care, per festeggiare la 

vendemmia, per cui a casa mie le quantità sono industriali.


Mentre le mani di mia mamma stendono una sfoglia sottile, io preparo questo dolce intruglio fatto 

di mandorle tostate e macinate, zucchero, cannella, limoncello. Questo ripieno mi servirà per 

realizzare dei fagottini che noi chiamiamo "trusciteddi" o "cappedda ri parrinu" (cappelli di prete), 

che arricchiranno ancora di più questo dolce.



Non sono carini? Con la pasta restante tiriamo una sfoglia più spessa, tagliamo dei piccoli 

rettangolini e realizziamo dei cavatelli, che possono essere lisci o rigati su una forchetta.


Dopo un pomeriggio passato con le mani sulla spianatoia ("u scanaturi"), finalmente è arrivato 

il momento di tuffare il tutto nel mosto che bolle.



Il profumo che emanano fa andare fuori di testa! Quando il mosto sarà diventato sciropposo, è il 

momento giusto per impiattare. Cospargiamo con mandorle tritate grossolanamente e cannella.



Un concentrato di dolcezza da far venire la pelle d'oca!

8 commenti:

  1. Oh mamma mia, ma sono davvero irresistibili, d'una bontà pazzesca ^_^
    Un bacio

    RispondiElimina
  2. Ma che meraviglia, una ricetta che non conoscevo, grazie!!!

    RispondiElimina
  3. Buono veramente. Io ricomincio più on la motivo sul blog. Buona fine settimana

    RispondiElimina
  4. hello, I loved this post, I love gastronomy, I would like to try this. I also have a kitchen section, although not as elaborate as yours.
    I have loved your publication, I did not know your blog, do you want us to follow? it already cuts me into dice. Cheers

    RispondiElimina
  5. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina
  6. Mai assaggiati che delizia devono essereeeeee!

    RispondiElimina