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venerdì 4 dicembre 2020

Cuccia di Santa Lucia: un dolce della tradizione siciliana

                                    

La "cuccìa" è un dolce della tradizione siciliana legato ai rituali dedicati a Santa Lucia.  Si racconta che, probabilmente nel diciassettesimo secolo, una grave carestia avesse colpito le città di Siracusa e Palermo; il 13 dicembre, ricorrenza della Santa, patrona di Siracusa per l'appunto, sarebbe arrivata nel porto della città una nave carica di frumento. La popolazione affamata, per non aspettare ulteriore tempo per la molitura del grano, avrebbe lessato i chicchi per sopperire alla fame lungamente patita. Per ricordare quel giorno, si decise di consumare ogni anno, il 13 dicembre, una pietanza a base di grano cotto al quale, all'inizio, veniva aggiunto solo un po' d'olio, poi anche  legumi o altri cereali, bandendo pertanto preparazioni con derivati dal grano macinato. Per questo motivo, in questo giorno, non si consumano nè pane, nè pasta. Col passare del tempo, la ricetta si è modificata, grazie alla tendenza tutta sicula, di arricchire a dismisura ogni piatto, per cui al grano cotto si aggiunsero ingredienti ricchi come la ricotta di pecora, il cioccolato, i canditi. Andando indietro nel tempo, l'uso di grano cotto arricchito con noci e arance serviva a commemorare festività che celebravano l'abbondanza, quindi era considerato un piatto beneaugurale. L'etimologia del termine "cuccìa" lo fa derivare da "cucciari" cioè mangiare un chicco alla volta. Uno degli storici siciliani più famosi, il Pitrè, riporta questo modo di dire: “Santa Lucia pani vurria, pani nunn’haiu, accussì mi staiu” (Santa Lucia, vorrei del pane, ma pane non ho, digiuno mi sto).



E adesso veniamo alla preparazione di questo dolce.
Ingredienti (per 10 persone): 500 g di ricotta di pecora, 300 g di grano cotto, 200 g di zucchero, 100 g di cioccolato fondente, canditi, cannella, granella di pistaccgio, ciliegine candite, scorza di limone e arancia, latte q.b.
Esistono diverse varianti che prevedono al posto della ricotta, crema pasticcera o crema al cioccolato. Fate voi. Io preferisco quella con la ricotta, che in questo caso, deve essere di pecora perchè più gustosa e molto più cremosa di quella vaccina.
Scolate il grano cotto e risciacquatelo (se avete pazienza potete partire dal frumento crudo, facendolo lessare e poi riposare). Mettetelo in un pentolino con mezzo bicchiere di latte e fatelo bollire. Questa procedura serve a reidratare il grano; quando vedrete che il latte è stato assorbito, fate raffreddare.


Amalgamate la ricotta allo zucchero con un cucchiaio.

Aromatizzatela con scorza grattugiata di limone e d'arancia (io ho utilizzato la polvere d'arancia), cannella.

Se avete pazienza potete preparare in casa i vostri canditi: io li trovo più profumati, meno gommosi e assolutamente naturali. Io ho utilizzato la scorza di un'arancia.


Aggiungete alla crema di ricotta il cioccolato a pezzetti e cubetti di canditi. Lasciatene da parte alcuni filetti che vi serviranno per la decorazione. Fate raffreddare il composto in frigo. Meglio prepararlo con un po' di anticipo perchè tutti i profumi e i sapori si fondano.

Sistemate la cuccia nelle coppette e decorate ulteriormante con le ciliegie candite, i filetti di arancia candita e la granella di pistacchio. Mettete in frigo fino al momento di servire.

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