martedì 10 settembre 2013

"I cuddureddi": i dolci della vendemmia




Tempo di vendemmia: anche la mia famiglia ha una piccola vigna che ci consente di "farci" il vino in casa. Abbiamo attrezzato un mini-palmento che ci consente di realizzare tutte le fasi in completa autonomia.    Dopo aver staccato i grappoli dalle viti, ci si separa: gli uomini al palmento per la spremitura e le donne a casa, a preparare gli ingredienti necessari per la realizzazione di un dolce tradizionale e molto antico che a Scicli chiamiamo "cuddureddi" mentre nella vicina Modica chiamano"lolli nto mustu". Il primo mosto che sprizza dagli acini viene subito portato a casa prima che inizi la fermentazione, la quale viene bloccata con una prima bollitura. Dopo che si è intiepidito, viene aggiunta una manciata di cenere di legna o di pietra calcarea frantumata: questo passaggio renderà il mosto chiarificato e particolarmente dolce. Passate alcune ore, bisognerà filtrare il tutto per eliminare i residui e rimettere sul fuoco. Dovrà ridursi della metà.



Nel frattempo, lavoriamo della semola di grano duro con acqua fredda fino ad ottenere un impasto elastico. Calcolate che per un kg di farna vi serviranno 3 litri di  mosto ristretto.  La tradizione vuole che questo sia un dolce da condividere con tutte le persone a noi care, per festeggiare la vendemmia, per cui a casa mie le quantità sono industriali.


Mentre le mani di mia mamma stendono una sfoglia sottile, io preparo questo dolce intruglio fatto di mandorle tostate e macinate, zucchero, cannella, limoncello. Questo ripieno mi servirà per realizzare dei fagottini che noi chiamiamo "trusciteddi", che arricchiranno ancora di più questo dolce.



Non sono carini? Con la pasta restante tiriamo una sfoglia più spessa, tagliamo dei piccoli rettangolini e realizziamo dei cavatelli, che possono essere lisci o rigati su una forchetta.

 

Dopo un pomeriggio passato con le mani sulla spianatoia ( "u scanaturi"), finalmente è arrivato il momento di tuffare il tutto nel mosto che bolle.


Il profumo che emanano fa andare fuori di testa!
Quando il mosto sarà diventato sciropposo, è il momento giusto per impiattare. Cospargiamo con mandorle tritate grossolanamente e cannella.


Un concentrato di dolcezza da far venire la pelle d'oca!

8 commenti:

  1. Ciao, grazie per aver partecipato al mio party, ti ho inserita ora in lista... scusa il ritardo ma è un periodo molto nero :(

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  2. Non preoccuparti, anche per me; per fortuna che abbiamo un blog a distrarci!

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  3. complimenti sembrano deliziosi questi cuddureddi mi piacerebbe tanto assaggiarli acquolina solo a vedere la foto.

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  4. MMMh che bontà devono essere davvero squisite!

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  5. devono essere fantastici, peccato che non ne possa assaggiare uno in diretta.... vorrà dire che proverò a farli seguendo la ricetta ;)

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  6. Bellissimi questi dolci. Da noi tra poco si fanno i sabadoni, dolci tipici imbevuti di saba (che è fatta di mosto cotto).

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  7. "Calcolate che per un kg di farna vi serviranno 3 litri di mosto ristretto" Gentilmente una spiegazione,grazie.Complimenti !.

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    1. Mi è scappata una i, è farina. Vuol dire che se hai 3 litri di mosto dovrai impastare 1 Kg di farina per fare i cavatelli e i raviolini di mandorla, se hai 1 litro di mosto ti basterà impastare 300 g di farina.

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